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C'era una volta
l'inferno.
Sta entrando una dannata:
scalza
coperta da stracci
senza gioielli,
si sta dirigendo alla macchina dei peccati
Che ha la forma di:
torre monacale per dannate
la torre è alta 8 metri,
c'è una cella in alto larga 2 metri per 2 metri
letto di legno senza materasso
poche e piccole finestre.
si entra tramite una scala esterna posta a 4 metri della torre, e all'inferno della torre c'è una scala a chiocciola.
la porta della cella è alta 1,80 metri
la porta della torre è alta lo stesso.
all'esterno della torre in prossimità della scala mobile. nel senso che ha le rotelle. c'è una forca caudina alta 50 centimetri.
la nostra protagonista passerà scalza sotto la forca, quindi salirà sulla scala che la porterà al suo isolamento sempre senza scarpe.
quindi, una volta arrivata alla porta della torre, la sua carontessa chiederà alla dannata, di chiudersi dentro e poi la carontessa sposterà la scala, quindi la dannata si inginocchierà, farà il segno della croce e dirà:
- sono chiusa in questa torre per patire la pena che mi merito, non uscirò più, mai più, lo prometto a DIO
la carontessa una volta sentite queste parole si seppellirà viva per il dolore che ha procurato alla dannata.
la carontessa ha scelto che la sua cassa sia posta vicino alla torre della dannata.
la cassa sarà nera come la sua colpa.
la dannata nella torre si inginocchia spesso e prega
ha salito la scala molto lentamente, non voleva arrivare in cima, perché sapeva che una volta sopra non sarebbe più potuta scendere.
la cella è all'ultimo piano della torre perché, in questo modo, la dannata veniva completamente a conoscenza del suo isolamento completo dalla libertà e dagli altri.
mentre saliva la scala interna la dannata ha recitato 6 rosari,
in cima ha sigillato il rosario in una busta di plastica nera e ha chiesto che chiunque rompesse il sacchetto del sigillo venisse maledetto per l'eternità:
siccome sarà lei la custode del rosario, ormai sigillato, la stessa pena dovrà toccare anche a lei.
l'angelo custode della dannata creo una cavigliera d'oro che servisse a punirla nel caso la dannata dovesse essere punita.
dopo la dannata la indossò sul piede sinistro.
sarà l'unico gioiello che potrà indossare.
quindi si tolse tutti gli altri gioielli e li pose in una scatola di legno.
Un giorno la dannata ruppe il sigillo del rosario, voleva pregare ancora attraverso il rosario.
La cavigliera doveva punirla.
La dannata lo sapeva e accettò la punizione.
la cavigliera d'oro si trasformò in un ceppo di acciaio che le circondò il piede, comparve un altro ceppo sull'altro piede.
e 2 ceppi sui 2 polsi.
il rosario diventò di cristallo e andò in pezzi.
una catena collegò i suoi polsi, un'altra le sue caviglie
e una terza le 2 catene
alla fine del ciclo,
la dannata ormai incatenata disse:
- volevo pregare DIO ma mi ero imposta di non farlo, e ora pagherò per sempre questa mia voglia portando le catene per l'eternità.
×

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